Il meccanismo alla base dell'anoressia

I disturbi dell’alimentazione, e in particolare l’anoressia, sono sicuramente tra i disturbi adolescenziali più conosciuti dall’opinione pubblica.

Spesso i mass media descrivono le conseguenze di tale patologia e cercano di analizzarne le cause.

Ciò che spesso viene trascurato è l’intreccio delle convinzioni che si sviluppano nella mente delle adolescenti e che diventano degli importanti fattori motivazionali nel rifiutare il cibo.

L’anoressia é una vera e propria patologia ( che coinvolge aspetti psicologici e aspetti medici) che si basa sullo sviluppo di una distorsione nella percezione del proprio corpo e degli stati emotivi, tali distorsioni sono il motivo per il quale le ragazze affette da tale patologia non sono in grado di avvertire il pericolo che i propri comportamenti potrebbero avere sulla loro salute.

Spesso si ritiene che ciò che spaventa maggiormente i medici e i familiari, ad esempio una perdita eccessiva di peso, la scomparsa del ciclo mestruale, la caduta dei capelli… spaventi e preoccupi anche le ragazze anoressiche. In realtà, invece, queste conseguenze non vengono interpretate dall’adolescente come indici di una situazione grave che deve essere curata ma anzi come indice di successo delle proprie azioni.

Alla base dell’anoressia adolescenziale, infatti, generalmente vi é il rifiuto inconscio di diventare grandi, di assumersi delle responsabilità e di accettare il proprio corpo in trasformazione. Durante l’adolescenza il corpo si trasforma e si inizia un percorso di transizione dall’infanzia (periodo nel quale si é coccolati) all’ inizio dell’età adulta (periodo in cui si inizia ad essere responsabili di sé). Il rifiuto di tale passaggio genera in alcune adolescenti una convinzione inconscia e irrazionale secondo la quale “se si rifiuta di mangiare, il corpo non crescerà potendo rimanere bambine per sempre”.

E’ importante dire che fino a quando tale convinzione non potrà essere modificata, difficilmente l’adolescente riuscirà a guarire dall’anoressia. Proprio per questo motivo é fondamentale rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta di fiducia specializzato nella Psicoterapia Infantile e Adolescenziale dei disturbi del Comportamento Alimentare. Tramite un percorso psicoterapeutico il professionista é in grado di mostrare all’adolescente l’irrazionalità delle sue convinzioni e di aiutarla a prendere coscienza della gravità di tale malattia aprendo cosi la possibilità nel sviluppare una motivazione alla cura.

Articolo redatto dal Dott. Moreno Mattioli, psicologo Varese e Psicoterapeuta Infantile e dell’Adolescenza.