Il master serve davvero a trovare un lavoro?

Sui master si dice davvero di tutto: che sono indispensabili, che sono inutili, che servono solo a spillare soldi, che danno una marcia in più. Oggi, finalmente, esiste qualche certezza aggiuntiva sui master. Ad esempio, lo sapevate che nel 2012 il sito di Repubblica ha pubblicato una ricerca condotta su oltre 1900 ragazzi che hanno svolto un master? Di questi ragazzi, ben oltre l’80% risulta occupato ad un anno dalla fine del master, contro il 45% dei ragazzi in possesso di laurea specialistica. Inoltre, la retribuzione media mensile dei primi risulta, sempre ad un anno dalla fine del master, di circa 300 euro superiore a quella dei dottori magistrali, e con forme contrattuali più “sicure”.

Questi dati mostrano che il master ha la sua utilità, tuttavia generalizzare non è corretto neanche di fronte a questa ricerca, perché l’offerta formativa post-laurea è oggi talmente vasta che prodotti di estremo interesse e prodotti scadenti coesistono senza soluzione di continuità. Sta agli utenti riconoscere i master per trovare lavoro evitando brutte cantonate. Ma come si fa a riconoscere quali sono i migliori master in Italia? Valutando alcuni elementi:

  • un master di qualità offre sempre un percorso finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro. Ecco così che un master per laureati in economia non sarà solo un percorso finalizzato allo studio dei principi della finanza e dell’economia (anche perché si presume siano stati approfonditi durante il percorso universitario), ma darà strumenti per lavorare nella finanza;
  • una scuola che eroga master e che lo fa con serietà non garantisce uno stage retribuito, perché non è sempre detto che lo stage sia possibile. E poi non è neanche sempre necessario, mentre si possono trovare altre strategie per entrare nel mondo del lavoro, strategie più efficaci da molti punti di vista;
  • il master di qualità non dura solo pochi giorni, ma alcuni mesi;
  • un buon master offre strumenti e metodi didattici innovativi, superando il concetto di lezione frontale tradizionale e introducendo metodologie come il role playing, la narrazione di case history, lo storytelling, la gamification;
  • una scuola di qualità ha rapporti con le imprese e punta ad inserire gli allievi in questo network;
  • infine, una buona scuola seleziona scrupolosamente gli allievi lasciando entrare soltanto i migliori, così da crearee formare l’eccellenza nel campo in questione.

Se si frequenta un master serio, le probabilità di trovare un lavoro aumentano. Certo, tutto dipende comunque dalla volontà e dalle capacità dei candidati, ma di sicuro un master offre delle competenze e degli skill che un semplice percorso universitario non è purtroppo in gradi di dare.