I bidoni pattumiera vanno scelti belli se sono in vista

Bella e funzionale

Quando si parla di pattumiera, spesso e volentieri si parla di un oggetto che non viene acquistato in base a tutte le varie caratteristiche estetiche ma solo funzionali.
Bisogna infatti sottolineare il fatto che, tale tipologia di articoli, devono essere in grado di offrire il massimo livello di piacere nell’utilzzo nel momento in cui, questi, devono essere adoperati.
Bisogna sottolineare che, modelli quali pattumiera acciaio inox a pedale, pattumiera automatica ed altre, devono essere in grado di essere selezionati in maniera attenta e precisa, in maniera tale che si possano evitare delle conseguenze negative, le quali potrebbero appunto non essere piacevoli da affrontare ed assolutamente snervanti.
Quando si parla di pattumiere per la casa, bisogna ricordarsi che, esse, devono essere belle da vedere e soprattutto utili: tali caratteristiche devono essere presenti nel momento in cui, le suddette, saranno messe in bella mostra in una casa.

Le pattumiere belle da vedere

La bellezza, essendo una cosa soggettiva, sarà differente da caso a caso.
E’ praticamente impossibile riuscire a trovare una particolare tipologia di pattumiera che risulta essere perfetta sotto ogni punto di vista e che sia estetica e piacevole da vedere.
Bisogna sottolineare ovviamente che, la bellezza, non viene ad essere presente solo ed esclusivamente con delle decorazioni che risultano essere particolari.
La bellezza di una pattumiera acciaio inox a pedale, pattumiera automatica ed altre viene ad essere presente anche nello stile dei materiali, che dovranno essere resistenti ed in grado di offrire, ad una persona, il massimo livello di piacere nel momento in cui si vuole acquistare una particolare pattumiera che risulta essere utilizzata in una casa o ufficio.
Bisogna ovviamente aggiungere che, procedendo con tanta attenzione, sarà possibile poter effettuare l’acquisto che risulta essere piacevole e che sicuramente eviterà una vasta serie di conseguenze che potrebbero non essere piacevoli da affrontare e soprattutto non permetteranno, ad una persona, di poter riuscire a creare uno stile piacevole in casa propria.

Trovare le giuste pattumiere

Per poter riuscire a trovare la pattumiera che risulta essere perfetta per le proprie esigenze, basterà solo ed esclusivamente andare alla ricerca delle caratteristiche estetiche e funzionali che si vogliono ottenere grazie appunto a tale oggetto.
Bisogna sottolineare ovviamente che, per poter effettuare l’acquisto ideale, cercare sul web e nei negozi reali risulta essere il giusto modo di procedere, in maniera tale che sia possibile evitare di fare acquisti che non risultano essere idonei e utili alla propria situazione.
Pertanto, quando si deve acquistare una pattumiera acciaio inox a pedale oppure una pattumiera automatica, sarà importante tenere bene a mente tali tipologie di caratteristiche che sono uniche nel loro genere.

Scrivere bene con le penne Pilot

Nel momento in cui alle elementari la maestra promuove gli alunni al passaggio dallo scrivere a matita allo scrivere a penna, le penne Pilot sono lì, con la loro versione scrivi e cancella che da bambini ci faceva sentire già grandi, pronti a decollare, ma con un bel paracadute a forma di gomma.
Tutto questo in attesa del grande salto, le penne indelebili, quelle con cui non potevi sbagliare, di vari colori a seconda delle parti del testo, come il titolo rosso ed il testo blu, oppure il verde da usare con il quaderno di matematica.
È dai banchi delle medie in poi che si apre un mondo. La penna blu e la penna rossa passano dalla parte del cattivo, il prof, che segnala con ogni colore gli errori gravi e meno gravi, mentre dall’altra parte della barricata la penna Pilot nera sa quasi di trasgressione.
La scorrevolezza delle biro fa passare tre anni così velocemente da non rendersi conto di essere già passati alle superiori, dove a seconda delle scelte fatte prima degli esami di terza media, nell’astuccio la raccolta di penne diventa sempre più ampia.
Le penne Pilot ad inchiostro liquido affiancano gli appassionati di disegno tecnico e quelli che non sopportano quando la sfera della biro, a volte, ti abbandona.
Le Pilot colorate invece decorano i diari delle adolescenti, scritti in ogni ordine di spazio, pieni di parole e mai di compiti da svolgere a casa.

L’adolescenza finisce ma nonostante il veloce avanzare della tecnologia, non si smette di scrivere, al lavoro o all’università ognuno ha le proprie esigenze.
Per chi ama scrivere velocemente, siano appunti a lezione o promemoria in agenda, niente di meglio delle penne Pilot Super Grip, a scatto, con la loro scrittura fluente grazie alla punta sottile.
Le storiche Pilot Hi Techpoint nella versione V5 e V7 (la differenza risiede nel diametro della punta) con la loro ampia varietà di colori rispondono alle richieste di studenti di discipline tecniche e lavoratori nello stesso settore, architetti ed insegnanti, visto il loro impiego versatile, comodo, e l’assoluta garanzia di funzionamento costante dalla prima all’ultima goccia di inchiostro.
Per chi invece ama la morbidezza di un inchiostro fluido ma la struttura di una roller, niente di meglio della penna Pilot G2 07; inchiostro gel fluidissimo, punta sottile ma non troppo, impugnatura antiscivolo, il tutto con struttura a scatto.

Questa rapida carrellata espone le principali caratteristiche dei modelli di penne Pilot di maggiore utilizzo, ma la gamma di penne che l’azienda propone è molto vasta.
Comprende, come detto in precedenza, penne cancellabili dedicate all’infazia, penne stilografiche dal design ricercato (come la raffinatissima Pilot Custom Heritage 92), penne roller dalla punta sottilissima e roller dal tratto pesante.
Tutte le penne Pilot sono di facile reperibilità sia nei negozi specializzati quali cartolibrerie, edicole, centri commerciali, siti dedicati alla cancelleria, sia in formati per ufficio con confezioni multiple, il tutto mantenendo sempre un ottimo rapporto tra la qualità ed il prezzo.

Strumenti per l’ufficio

L’ufficio e gli strumenti

Qualsiasi tipo di ufficio necessita di un tipo di strumentazione che risulta essere veramente essenziale: per ogni ufficio esistono degli oggetti non devono mai mancare.
Ad esempio, in un ufficio dove si lavora molto con le pratiche, la stampante Dymo è l’oggetto sul quale, il responsabile degli acquisti, potrà fare affidamento, visto che tale oggetto non creerà problemi o ritardi nella lavorazione.
Ogni pratica del poi essere fascicolata ed in questo caso, lo strumento che non deve mancare è la rilegatrice termica, oggetto che deve essere utilizzato con moltissima attenzione per evitare qualsiasi tipologia di infortunio o danno alla persona.
Questi strumenti ovviamente non sono gli unici che, per l’ufficio che opera in un settore, devono essere presenti, visto che ve ne sono di tantissimi altri grazie ai quali, il suddetto ufficio, potrà essere operativo al cento per cento e senza nemmeno un ritardo della realizzazione di pratiche ed erogazione dei servizi.

Altri strumenti per un buon ufficio

Un buon ufficio è quello che si affida agli strumenti utili per poter effettuare, nel migliore dei modi, il disbrigo pratiche.
Ad esempio, il reparto cancelleria, che comprende matite, fogli, penne, gomme e tantissime altre tipologie, è un tipo di reparto che permetterà, alla suddetta azienda, di poter essere efficace e soprattutto rapida nella lavorazione delle pratiche e mansioni.
La stampante Dymo e la rilegatrice termica, che sono due strumenti essenziali, vengono affiancati da tantissime altre tipologie di strumentazione, come ad esempio sedie, scrivanie, computer, archivi virtuali e non e tantissima altra.
Quindi, l’ufficio perfetto sotto ogni punto di vista è quello nel quale non manca nemmeno uno dei suddetti strumenti che garantiscono, all’ufficio, la totale efficienza.
Quando uno strumento importante manca, tale aspetto viene minato e si rischia che, l’azienda, possa essere vista come poco operativa e soprattutto una sulla quale non bisogna fare affidamento, aspetti che risultano essere tutt’altro che positivi come aggettivo da attribuire ad un’azienda.

Il fornitore perfetto.

Ovviamente, una buona azienda, deve essere in grado di trovare un fornitore che risulti essere perfetto e che possa soddisfare le esigenze della suddetta.
Bisogna sottolineare quindi che, ogni responsabile acquisti, deve cercare di portare al termine una missione semplice, ovvero trovare il fornitore che permetta, alla suddetta azienda, di poter essere operativa.
La buona strumentazione corrisponde alla buona riuscita delle mansioni dell’azienda, altro binomio che non deve mai mancare.
Che sia online oppure reale, il fornitore deve garantire dei prodotti che devono essere di qualità, come appunto lo sono strumenti  come la stampante Dymo e la rilegatrice termica, che offrono all’ufficio la possibilità di poter essere definito come operante e soprattutto perfetto.

Diventare avvocato in Spagna

Per quanto riguarda la formazione di avvocato si sa che in Italia l’iter è molto lungo ma due studenti di legge hanno iniziato una  vertenza giudiziaria  perchè  avevano conseguito la laurea in giurisprudenza  a Tenerife e una volta fatto ritorno nella loro città, Macerata  lì volevano esercitare la professione  senza fare i due anni di praticantanto come vige nel nostro paese e come fanno tutti gli avvocati dello studio http://www.ticosoci.it/.
da questo fatto oggi è possibile esercitare in Italia anche se si è conseguita la laurea in un altro paese europeo dato che la Corte di Strasburgo ha deciso che nessun Paese europeo può rifiutare che  degli avvocati con  l’abilitazione in un altro Paese, non debbano iscriversi negli albi professionali italiani.

E’ stato dato via libera dunque agli avvocati italiani  di  esercitare nel nostro Paese anche se diventano avvocati in Spagna.
Ecco perchè da un paio di anni molti studenti di legge vanno a laurearsi in spagna. C’è da dire però che chi vuole diventare un avvocato a Venezia o a Treviso ad esempio può farlo ma viene inserito in una sezione speciale dell’ordine professionale per gli avvocati che hanno ottenuto  la qualifica all’estero. Di certo questo non è successo ai preparati avvocati dello studio http://www.ticosoci.it/che opera da anni nel settore forense.

Nel frattempo  adesso in Spagna le cose sono  cambiate .  Infatti fino al 30 ottobre 2011  la Spagna non aveva l’esame di stato per il titolo di avvocato, e bastava possedere la Licenciatura en Derecho (  la legge in diritto) e ci si poteva iscrivere all’ordine degli avvocati. Oggi grazie a  un Real Decreto 775/2011 il modo di accedere alla professione di avvocato è   cambiato.

Ora serve dimostrare la frequenza di un Máster en Abogacía e poi si deve superare una prova attitudinale prima di potere svolgere la professione di avvocato in Spagna. Per gli stranieri che vogliono poi diventare avvocato a Venezia o avvocato a Treviso e altre città italiane  è   stato concesso un periodo  di due anni, per potersi  mettere in regola con questo nuovo cambiamento che c’è stato anche in Spagna.

Ecco perché negli ultimi tempi molti studenti italiani hanno scelto la Spagna per diventare avvocati , per essere abilitati senza fare l’ esame di stato.

Il 28 giugno scorso però si è tenuto a Madrid il primo esame di stato spagnolo per gli studenti stranieri che avevano frequentato il master di avvocatura spagnolo.

Il nuovo esame di stato in pratica  consiste in un test  a risposte multiple con 75 domande tra cui 50 di deontologia forense e di ordinamento professionale e 25 di materie  generali trattate nel master.

In Italia, si sa che oggi per divenire avvocato a Venezia come hanno fatto i legali dello studio http://www.ticosoci.it/, è necessario laurearsi in legge e poi fare  un periodo di pratica di  2 anni, presso un avvocato iscritto all’Albo e poi l’esame di stato che prevede 3 prove scritte senza codici da cosnultare e un esame orale su 5 materie.

Quindi anche se in Spagna  c’è  un esame di Stato, ancora tanti giovani avvocati italiani studieranno e prenderanno   l’abilitazione in Spagna per esercitare la propria professione in tempi sicuramente più brevi.

Le cartucce per la stampante

Quando si sceglie una stampante poi si deve pensare al fatto che si dovrà ricaricare con toner e cartucce adatte. Spesso questi costano in proporzione più della stessa stamapnte e possono anche dare dei problemi come ad esempio l’inchiostro, che tende ad asciugarsi e   blocca gli ugelli delle testine di stampa. Il toner per stampanti invece,è fatto di una polvere finissima,e resta  la scelta più affidabile nel tempo dato che non può seccarsi.

Però  il toner teme l’umidità ed il freddo e se si utilizzano in un luogo umido e freddo presto tenderà a fare dei grumi di polvere che viene impregnata di umidità.

In questo caso   la stampante non può più stampare bene e si creano problemi di stampa.

Allora cosa scegliere tra cartucce ad inchiostro, e toner?

Gli inchiostri per stampanti abbiamo visto che contengono acqua per caa il 90%  e solo in piccola parte pigmenti di inchiostro quindi quando l’acqua evapora e si asciuga resta la parte solida che va ad otturare i vari ugelli di stampa sulla stampante  da cui esce l’inchiostro e blocca così il processo di stampa.

Si possono anche usare le cartucce compatibili per stampante ma il problema rimane lo stesso.

Chi quindi usa la stampante in modo professionale e per lavoro e deve stampare molti fogli al giorno è meglio che si indirizzi verso una stampante a toner, quindi laser.
Anche i toner ovviamente non sono liberi da problemi, in particolare sembra che alcuni toner per stampanti compatibili facciano uscire più polvere di inchiostro del dovuto, consumand più velocemente  e lasciando una parte di toner depositato nella stampante laser.

Questo succede di solito se si utilizzano dei toner per stampanti di scarsa qualità magari low cost, non controllati e senza quindi gli opprorrtuni certificati di qualità, o ancora toner vecchi, non usati da anni oppure anche succede con le  cartucce compatibili per stampante che però usano inchiostro non compatibile, cioè non specifico per quel modello di stampante.

Quindi anche quando si deve acuistare un toner o delle cartucce comptabili per stampante è imporante verificare che siano di qaulità ovvero prodotti con certificazioni europee a garanzia e schede di sicurezza.

Cartucce ricaricabili: l’ideale per risparmiare sui costi di stampa

Che si tratti di un ufficio o di una casa, poco importa: la regola è sempre quella di cercare il massimo della qualità e al tempo stesso risparmiare sugli alti costi dei prodotti originali. Una regola che vale soprattutto per quanto riguarda il mondo delle stampanti. Oggi il mercato fornisce stampanti eccezionali a prezzi molto competitivi: basterà farsi un giro in uno dei negozi specializzati per accorgersene. Quello che i negozianti non specificano, però, è l’altissimo costo delle cartucce stampanti originali, che arrivano nella maggior parte dei casi a vanificare la convenienza dell’acquisto della stampante stessa: è la dura legge del mercato, ed i clienti si devono gioco forza abituare. C’è però un sistema per risparmiare, senza per questo sacrificare la qualità: le cartucce ricaricabili per stampante.

La convenienza delle cartucce ricaricabili per stampanti

Questo particolare tipo di cartucce è noto sul mercato per l’estrema convenienza dei suoi prezzi, mantenendo al tempo stesso le medesime prestazioni di quelle originali. Il motivo è presto detto: sono identiche alle cartucce di marca, salvo alcuni dettagli che sono stati modificati per evitare noiose battaglie legali con le aziende produttrici delle originali, soprattutto nel caso esse detengano il brevetto del modello. Le cartucce ricaricabili sono particolarmente convenienti perché riproducono fedelmente quelle originali, ma non fanno pagare a chi le acquista il costo dovuto alle politiche economiche delle marche che producono stampanti, che da un lato perdono con le offerte sugli hardware, e dall’altro guadagnano proprio con le cartucce stampanti. Quando si acquistano le cartucce ricaricabili per stampante, invece, si pagano esclusivamente i costi di fabbricazione.

Le caratteristiche delle cartucce ricaricabili per stampanti

Le cartucce ricaricabili per stampante sono famose per via della loro adattabilità: non esiste, sul mercato, una stampante che non abbia le sue cartucce compatibili. Questo significa che il mercato delle cartucce stampanti ricaricabili copre un’ampissima gamma di stampanti in commercio, delle marche più diverse e dei modelli più disparati. Inoltre, trattandosi di una cartuccia ricaricabile, si avrà la possibilità di risparmiare ulteriormente, acquistando solo le ricariche di inchiostro quando esse avranno esaurito il loro carico. Si tratta di una novità giunta da poco sul mercato, ma già ampiamente in grado di conquistare una larga fetta di pubblico, soddisfacendo appieno le esigenze di persone attente alla qualità della stampante, ma al tempo stesso intenzionate a risparmiare cifre che, a secondo della frequenza di stampa, possono raggiungere livelli esorbitanti.

Una doverosa precisazione sulle cartucce stampanti ricaricabili

Quando si acquistano cartucce ricaricabili per stampante, occorre comunque fare grande attenzione a ciò che si acquista. Le cartucce devono essere infatti compatibili con la stampante, dunque sarà necessario acquistare cartucce stampanti progettate per quella stampante specifica, così da evitare problemi di incompatibilità. Fatto questo, il problema degli alti costi di stampa rimarrà solo un lontano ricordo.

Ufficio domestico

Oggi va molto di moda lavorare anche da casa ovvero aver un home office ossia un luogo di casa che può essere una stanza a se o un angolo del salotto o della camera che viene usato come ufficio.

Per organizzare al meglio un ufficio vi servono i vari materiali da ufficio come graffettatrici, prezzatrici, penne e trovate tantissimi prodotti di questo tipo sul sito ufficiodiscount.it.
Se vi serve una nuova stampante laser per utilizzo domestico o anche per un piccolo ufficio, ecco tre novità di Dell ideali per questi utilizzi. I modelli si chiamano: B1160, B1260dn e B1265dnf.

Le stampanti laser B1160 e B1160w fanno parte della fascia entry-level tra i tre modelli proposti.
Sono  stampanti laser particolarmente economiche, il loro prezzo di listino parte infatti da 79 euro IVA esclusa.

Queste stampanti offrono una velocità di stampa fino a 20ppm ed una risoluzione di 600 x 600 dpi.
La versione B1160w può anche usufruire della connessione wireless integrata per stampare dai dispositivi Android e da remoto usando l’app Dell Mobile Print.

Oltre a questi utili macchinari servono anche oggetti utili ma più piccoli come penne e post it , prezzatrici e block notes, etichette per stampanti e le fondamentali risme di carta che si trovano sempre su ufficiodiscount.it.
Se invece avete bisogno di stampanti laser più evolute, troviamo i modelli B1260dn e B1265dnf  dotati anche di porta Ethernet, stampano fino a 20 mila pagine mensili e permettono di stampare mediante Dell Mobile Print, Apple AirPrint o Google Cloud Print.

Queste stampanti laser non hanno la connettività wireless integrata ma sono  visibili dai dispositivi mobili Wi-Fi.

La stampante laser B1265dnf è capace anche di eseguire scansioni e inviare e ricevere fax. Per quanto riguarda i prezzi, la stampante  B1260dn parte da 149 euro, e la B1265dnf da 219 euro.

anche sul sito di ufficiodiscount.it trovate tutte le stampanti del caso.

Scegliere un avvocato civile a Venezia

L’AVVOCATO DELLA SERENISSIMA
Criteri per scegliere un avvocato a Venezia

L’Italia dei giuristi non è una vera e propria piattaforma, a dispetto di quanto taluni sostengono. Fare l’avvocato a Venezia o in altre città italiane può essere ben diverso. L’esperienza insegna che l’ottica di questi professionisti è camalaeontica: occorre adeguarsi all’ambiente, agli stili e ai modi di procedere dei Tribunali.
Il diritto civile, come quello penale, a Venezia, si caratterizzano per la doppia anima:quella del federalismo autoctono da una parte e l’aspirazione a creare progetti di prestigio internazionale, dall’altra. Solo nel 2009 la Serenissima ospitava il World Venice Forum diretto alla creazione di una Corte penale internazionale dell’ambiente il cui fine consisteva nella persecuzione di reati ambientali di stampo sovravazionale.
Di grande rilievo risultano talune pronunce in materia di diritto civile emesse a Venezia, ad esempio in merito al mancato riconoscimento del matrimonio omosessuale, che lo stesso Tribunale qualificava come una ingiustificata compromissione del diritto inviolabile di contrarre matrimonio ai sensi dell’art. 2 della Costituzione. Il Giudice Veneziano di recente ha sospeso il giudizio pendente davanti a sè per sollevare questione di legittimità costituzionale in merito a codesta causa.
Non meno innovativa risulta la pronuncia in materia di diritto civile di famiglia della Corte di Venezia, che sanciva, che la figlia abbandonata dal padre che aveva vissuto in totale assenza di tale figura, vantava un diritto al risarcimento del danno quale lesione del suo diritto all’assistenza morale e materiale da parte di ciascun genitore.
Altre pronunce più datatate hanno riguardato la responsabilità nel campo del diritto civile. La declaratoria in argomento evidenziava come il Tribunale di Venezia facesse proprio il carattere oggettivista della teoria dell’aumento del rischio, con conseguente imputazione della responsabilità al debitore in tema di responsabilità contrattuale e da perdita di chance, con la sola prova che la conseguenza dannosa avesse aumentato il rischio che il corretto adempimento avrebbe dovuto limitare.
Risulta palese il prestigio del Tribunale di diritto civile della Città di Venezia, un tempo governata dal Doge e considerata miticamente quale sede di pace e di concordia. Ad oggi l’avvocato di Venezia è costretto a considerare le predette caratteristiche di tale Giudice cui si associa, secondo voci correnti, la qualità di Giudice che risulta tra i più severi, seppur innovativi del Paese.
Muoversi tra le aule di questa “”Istituzione”” non risulterà semplice ai “”manovratori”” del diritto. Quindi, quali sono i criteri per scegliere un avvocato a Venezia?
Un consiglio pratico e di buon senso per cercare di sopravvivere nelle aule dei Tribunali italiani consiste innanzitutto nello scegliere un avvocato ben inserito nel luogo ove è richiesta la rappresentanza legale.
La preparazione teorica, tutt’altro che di poco rilievo, deve in ogni caso accompagnarsi a un’esperienza pratica. L’avvocato non è solo un giurista, bensì un professionista che sa muoversi nelle cancellerie del Tribunale e che conosce la prassi dello stesso.
Ciò significa che egli conosce la “”giurisprudenza”” di diritto civile del Tribunale di Venezia, quindi già potrà fare una previsione ipotetica della decisione del Giudice nel merito della questione; il che consentirà di impostare la difesa dell’avvocato di Venezia nel migliore dei modi.
Gli anni di esperienza costituiscono un criterio importante, ma non un fattore determinante: di solito un giovane avvocato di Venezia lavorerà di più pur di farsi un nome e quindi cercherà di svolgere un ottimo lavoro per i suoi clienti.
In media stat virtus, dicevano i Romani; la scelta migliore è individuare uno studio ben avviato e farsi seguire non dall’avvocato, bensì dal collaboratore; in tal modo si potrà si usufruire dell’esperienza nel campo del diritto civile dello studio con domicilio a Venezia, ma anche della maggiore disponibilità e dell’esperienza di un giovane che ha voglia di farsi strada.

Normative sugli strumenti di pronto soccorso aziendale

Nelle aziende la tutela della salute dei lavoratori è oggi regolamentata dalla Legge, che definisce anche il contenuto minimo dell’armadietto di pronto soccorso o delle cassette di primo soccorso.

In base al tipo di lavoro che svoilge un ‘azienda, e al numero dei dipendenti   le aziende sono suddivise in 3 gruppi: A, B e C. Il gruppo A comprende quelle che si occupano di estrazione di minerali o lavori sotterranei, come anche impianti nucleari, le centrali termoelettriche e  industrie che producono esplosivi. Rientrano in questo gruppo anche  aziende con più di 5 dipendenti e indice infortunistico maggiore di 4 e   agricole.

Nel gruppo B rientrano le aziende, con 3 o più dipendenti, che non sono comprese nel gruppo A. Il gruppo C comprende le aziende con meno di 3 dipendenti che non rientrano nel gruppo A.

Le imprese appartenenti ai gruppi A e B devono avere una cassetta di pronto soccorso in ogni ambiente di lavoro, che sia raggiungibile e ben visibile. Le aziende del gruppo C devono invece avere un pacchetto di medicazione completo a disposizione dei dipendenti.

Le norme per la sicurezza sul lavoro obbligano anche i datori di lavoro delle aziende dei gruppi A e B ad assicurare  armadietti di primo soccorso con dotazione minima e che siano ben custoditi. Deve anche esserci un’adeguata segnaletica per indicarne l’esatta collocazione.

Tra i lavoratori ci sarà un addetto al primo soccorso formato con corsi specializzati a carico del datore di lavoro che si occupa di controllare  i presidi dell’armadietto di pronto soccorso che siano sempre completi e nel giusto stato d’uso.

Il datore di lavoro di un’impresa di gruppo C dovrà fare lo stesso riguardo il pacchetto di medicazione, che  sia regolarmente sottoposto a controllo per  la completezza ed il corretto stato di manutenzione. Tra i presidi contenuti nelle cassette di primo soccorso dei gruppi A e B devono esserci ad esempio: guanti monouso sterili, visiera paraschizzi, soluzione cutanea allo iodio, soluzione fisiologica, teli sterili, compresse di garza sterile, cotone idrofilo, cerotti di varie misure, bende, pinzette, forbici, termometro ed apparecchio che misura la pressione.

La Legge prevede che il pacchetto di medicazione delle aziende del gruppo C contenga in pratica gli stessi presidi. Le differenze sono la quantità minore, per la ridotta presenza di lavoratori, e la non obbligatorietà degli strumenti per la misurazione della temperatura e della pressione arteriosa. Inoltre, poiché in queste aziende non deve necessariamente essere presente un addetto al primo soccorso, devono esserci le istruzioni su come utilizzare i presidi medici e le procedure fondamentali di primo soccorso in attesa del servizio di emergenza. Oltre alla presenza dell’armadietto di pronto soccorso nei luoghi di lavoro dei vari gruppi, le normative prevedono che ci siano cassette di medicazione anche nei veicoli aziendali, il cui contenuto deve essere lo stesso del pacchetto del gruppo C. Le cassette di primo soccorso devono essere preferibilmente costituite di materiali morbidi in modo da assorbire gli urti causati dai movimenti del mezzo di trasporto.”

La cassetta del pronto soccorso aziendale

Tutti noi sappiamo quanto sia imporante avere tutto i necessario per un primo soccorso anche in ufficio, che sia un bendaggio o dei cerotti o l’occorrente per un mal di testa.
Oggi in ufficio e azienda secono il Decreto Ministeriale 338/2003 devono avere obbligatoria   una cassetta per il primo soccorso  ed è un  obbligo del datore di lavoro anche mantenerere aggiornato il suo contenuto e se non  rispetta questo obbligo lo stesso può andare incontro a sanzioni anche gravi.

Il decreto detto determina i contenuti minimi che devono esserci nella cassetta di primo soccorso per la tutela  di chi lavora in ufficio o in azienda ogni giorno e ogni tipologia di azienda deve avere una certa cassetta a seconda del numero anche dei lavoratori presenti.

si indica infatti nel detto decreto una classificazione delle imprese in base al rischio della loro attività e viene quindi assegnata una dotazione minima, che deve essere presente nella cassetta, ma il datore di lavoro può  integrarla anche  in collaborazione con il medico competente dell’azeinda in base agli artt. 2 e 4 dello stesso decreto legge.

La cassetta deve essere anche messa in un punto  raggiungibile da tutti e anche ben segnalata, il suo contenuto minimo deve essere usatoin maniera corretta  dal responsabile aziendale del primo soccorso che l’azienda avrà previamente formato  tramite un corso primo soccorso che viene sempre solitamente organizzato e gestito periodicamente dalle aziende per la sicurezza del settore.

Quando succede di dovere lavorare magari in luoghi isolati e lontani dalla sede aziendale principale il datore di lavoro  dovrà dotare i  dipendenti di mezzi di comunicazione adeguati a interfacciarsi con la sede principale e dove si trova anche il collega responsabile del primo soccorso e devono anche venire  dotati di una cassetta di primo soccorso con tutto l’occorrente in caso di necesità.

Quindi se avete un ufficio o un’azienda mi raccomando dovete essere in regola col decreto sulla sicurezza per il pronto soccorso aziendale.