Panama è un paradiso del fisco

Oltreoceano, vi è una lingua di terra che è considerata dagli altri Paesi delle Americhe un autentico buco nero: Panama. E questo buco nero non è affatto gradito.

La segretezza di Panama

La fiscalità a Panama ha un segreto, è per l’appunto la segretezza. Caratteristica che, secondo l’OCSE, sancisce se un paese appartiene o meno alla black list dei paradisi fiscali. Nel caso che stiamo analizzando, lo stato del Centro America non partecipa a nessuno degli accordi fondamentali sullo scambio di informazioni fiscali tra i vari Stati (meccanismo utile a sconfiggere l’elusione fiscale), nonostante negli ultimi anni abbia accennato a volervi aderire. Di conseguenza, è stata approvata una legislazione, molto simile a quella svizzera, volta a punire chi viola il segreto bancario e finanziario. Ma perché Panama è un buco nero? La sua posizione strategica fa sì che sia una sorta di “”sin city””, la via di mezzo per il riciclaggio dei soldi riscossi dal narcotraffico colombiano e venezuelano, che sfruttano la fiscalità a Panama anche per la sua “”fragilità”” a questo tipo di azioni malavitose e alla vulnerabilità verso frodi fiscali e finanziarie.

La crescita di Panama

Si è verificato negli ultimi anni un aumento vertiginoso di società, registrate pubblicamente nel Paese, aumento che rende chiaro il sempre più importante ruolo giocato dalla fiscalità a Panama nell’ambito dell’off shore. Nonostante tutto sia nel massimo rispetto della legalità, questa crescita progressiva è temuta in quanto potrebbe essere dovuta ad interessi non proprio puliti. Vengono registrate sempre più IBC (ossia International Business Companies), fino a raggiungere quota 350mila, società vantaggiose dal punto di vista fiscale, flessibili e riservate. Per questo motivo, Panama viene chiamata la Hong Kong dell’America Latina, a causa di questa elevata concentrazione di IBC dopo la stessa Hong Kong e le Isole Vergini britanniche.

Creare una società a Panama

Per chi volesse investire e creare una società sarà sicuramente sorpreso dalla semplicità delle operazioni, in quanto la fiscalità a Panama è estremamente agile. Bastano 1200 dollari per coprire le spese di incorporazione, altri 300 dollari servono per coprire le tasse statali e poche altre centinaia di euro per pagare i professionisti che gestiranno l’amministrazione e copriranno come uno schermo i veri proprietari. Per questo motivo e per il fatto che a Panama le azioni possono essere al portatore (vale a dire che il proprietario di una società è chi possiede fisicamente di volta in volta i titoli), lo Stato è diventata la terra promessa di chi fa riciclaggio. Il Registro pubblico Panamense, qualche tempo fa, è stato menzionato dal FMI per la mancanza di informazioni sulla proprietà e sul controllo delle società, pure quelle con le azioni al portatore. A causa di pressioni internazionali, Panama ha approvato una legge che impone la protezione (in genere in banca) dei titoli al portatore. Questo deposito però non rivela la vera identità del portatore dei titoli.

Lascia un commento